RABBIA: Il ritorno in Italia
Dal 2008 la Rabbia torna in Italia! Proveniente, a quanto pare, da animali selvatici come volpi e tassi dei paesi dell’est europeo (Slovenia e Croazia), la Rabbia Silvestre si è diffusa inizialmente nella regione Friuli Venezia Giulia interessando le provincie di Udine, Pordenone e Trieste, arrivando ad espandersi nel corso dell’anno 2009, anche nella regione Veneto nelle montagne bellunesi. Secondo l’ultimo aggiornamento del 3 febbraio 2010, effettuato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, sono stati diagnosticati 126 casi di rabbia in animali, di cui 45 in Friuli Venezia Giulia e 81 in Veneto. Che cos’è la Rabbia? La rabbia è una malattia infettiva di origine virale (famiglia Rhabdoviridae, genere Lyssavirus) che colpisce i mammiferi, uomo compreso (uccelli, pesci, rettili sono esenti) provocando un’encefalo mielite ad esito mortale. La rabbia, con un periodo di incubazione che può variare dalle 2 settimane a 1 anno, si può trasmettere tramite morsicatura, lambita di pelle non integra o attraverso il contatto della saliva dell’animale infetto con le mucose. Sotto il video della Campagna Informativa della Commissione Europea per l’anno 2009:
L’aumento dei casi di Rabbia in Italia ha fatto sì che il Ministero della Salute adottasse, oltre alla vaccinazione obbligatoria degli animali (cani, gatti e furetti) residenti nelle regioni colpite, una serie di provvedimenti per far fronte all’emergenza della malattia. Queste sono le ordinanze emesse:
- Ordinanza Ministeriale 26 novembre 2009
- Ordinanza Ministeriale 26 novembre 2009 – ulteriori chiarimenti
- Nota Ministeriale 4 dicembre 2009
Elenchiamo di seguito, anche alcune ‘risposte a domande più frequenti’, pubblicate sempre dal Ministero della Salute, che pensiamo possano essere utili da conoscere:
Quali sono i segni della rabbia?
Un animale con la rabbia presenta modificazioni del comportamento: l’animale selvatico perde la naturale diffidenza verso l’uomo e tende a muoversi anche nelle ore diurne, gli animali normalmente mansueti presentano fenomeni di aggressività, si possono osservare difficoltà nella deambulazione, paralisi ed infine morte.
Quali precauzioni vanno prese per evitare l’esposizione?
Nei comuni infetti e a rischio per rabbia silvestre è obbligatorio vaccinare i cani e gli erbivori domestici al pascolo. Va evitato qualsiasi contatto con gli animali selvatici e con qualunque animale sconosciuto anche se si mostra socievole. Non vanno adottati animali selvatici come animali da compagnia. Se un animale selvatico si comporta in modo strano è utile segnalare il fatto ai veterinari delle Aziende sanitarie locali, alla Polizia locale o provinciale oppure al Corpo forestale. Va altresì segnalato al veterinario ogni comportamento anomalo o inusuale nel proprio animale domestico (cane, gatto,…).
Cosa fare in caso di morsicatura?
Nel caso si venga aggrediti e morsi da un animale sensibile alla rabbia in territori a rischio, rivolgersi immediatamente al pronto soccorso per le cure del caso e, se indicato dal medico, per il trattamento vaccinale antirabbico post contagio.
E’ importante anche seguire attentamente alcune regole cautelative, tra le quali, lavare subito la ferita per almeno 15 minuti con abbondante acqua e sapone, questo per ridurre il rischio di infezione.
Inoltre, se possibile, identificare l’animale morsicatore Nel caso si tratti di un cane o di un gatto o altro animale domestico, questo verrà sottoposto a sorveglianza per 10 giorni dai Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, per verificare l’eventuale comparsa dei sintomi della malattia.
C’è cura per la rabbia?
Non esiste una cura per la rabbia, ma solo la prevenzione, che si basa sulla vaccinazione preventiva (pre-esposizione) e sul trattamento antirabbico post-esposizione da effettuare nel più breve tempo possibile dopo il presunto contagio, ad esempio in caso di aggressione da parte di un animale sospetto. La vaccinazione pre-esposizione si applica a chi svolge attività professionali “a rischio specifico” (veterinari, guardie forestali, guardie venatorie, ecc.).
Come devo fare per vaccinare il mio animale contro la rabbia?
Basta recarsi con il proprio animale presso un veterinario libero professionista o il servizio veterinario della Azienda sanitaria locale, avendo cura di portare con sè il libretto sanitario o il passaporto per la registrazione dell’avvenuta vaccinazione. E’ importante ricordare che tutti i cani devono essere identificati e regolarmente iscritti all’anagrafe canina regionale.
Dopo quanto tempo rispetto alla data di avvenuta vaccinazione posso portare il mio animale presso le zone a rischio?
Prima di portare un animale in vacanza o presso i territori interessati da questa malattia, gli animali devono essere vaccinati da almeno 21 giorni e da non oltre gli 11 mesi per vaccini con la validità di un anno, mentre per quelli con validità indicata di 24 o 36 mesi, si considerano rispettivamente i 23 e i 35 mesi. È importante rispettare tali periodi poiché l’animale potrebbe non essere sufficientemente protetto dall’infezione sia immediatamente dopo la vaccinazione (sviluppo della risposta immunitaria) o molto tempo dopo (perdita della risposta immunitaria).
Se vado in vacanza o sono diretto con il mio animale nei territori in cui è presente la Rabbia Silvestre, come mi devo comportare per evitare un eventuale rischio di contagio?
Per i cani, i gatti e i furetti, o altro animale domestico sensibile, oltre alla vaccinazione obbligatoria contro la rabbia, è necessario tenerli al guinzaglio o contenerli, a seconda della specie, senza farli mai allontanare, anche per una breve passeggiata in libertà, al fine di evitare contatti con animali selvatici, soprattutto le volpi, che possano essere infetti.
Fonte: Ministero della Salute
Nitrosilcobalamina: consultare il veterinario
Cari amici, continuiamo a ricevere molte richieste di informazioni in merito alla nitrosilcobalamina, alla sua ipotizzata efficacia, a dove sia possibile reperirla ecc. Ci duole molto prendere atto di come i nostri cani debbano lottare contro terribili malattie e vorremmo poter essere di aiuto a ognuno di loro, ma dobbiamo ricordarvi che Vita da Cani può e deve limitarsi a fare informazione e che non ha, e non pretende di avere, alcun titolo per dare suggerimenti o indicazioni sull’utilizzo di alcuna terapia o sulle strutture cui potersi rivolgere. La cosa più saggia da fare, cari amici, è rivolgersi al vostro veterinario di fiducia. Lui potrà fornirvi ogni indicazione. Comprendiamo le vostre preoccupazioni, ed è proprio per questo che vi invitiamo a consultare il vostro veterinario di fiducia. È lui la figura più adatta a prendersi cura della salute dei vostri cani. Grazie di cuore per come ci seguite. Vi siamo vicini.
Abbandono e maltrattamento animali: Il NUMERO VERDE!
Il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio mette a disposizione del cittadino un NUMERO VERDE per segnalare emergenze legate ad abbandoni o maltrattamenti di animali.
800 253 608
L’intervento del Comando dei Carabinieri può essere sollecitato anche attraverso indirizzo e-mail:
cctass@carabinieri.it
allegando un eventuale documentazione fotografica. I cittadini saranno periodicamente aggiornati sull’andamento delle loro segnalazioni. Fonte: Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Traffico clandestino di cuccioli
Diamo notizia dell’ennesimo arresto per traffico clandestino di cuccioli di cani e gatti. Ecco la notizia ANSA:
Una quarantina di cuccioli di cane di varie razze sono stati salvati dal commercio clandestino grazie all’intervento del Corpo forestale dello Stato, della Dogana e della Guardia di finanza di Ancona. I cagnolini, che hanno tra le quattro e le dieci settimane di vita, sono stati rinvenuti chiusi in ventidue gabbie di plastica all’interno di un furgone con targa polacca che transitava nel porto di Ancona, in attesa di imbarcarsi per poter raggiungere la Grecia. La stessa sorte sarebbe toccata anche a un gatto persiano di due anni, rinchiuso in una delle gabbie. Una volta scoperto il trasportatore, un uomo di nazionalità polacca residente in Grecia, è stato denunciato per maltrattamento, falso ideologico e falso in atti.
Cani in prima linea per il soccorso ad Haiti
Squadre cinofile sono partite dalla Spagna, dalla Francia, dal Messico, dagli Usa, dalla Cina e da Taiwan per portare soccorso alla popolazione di Haiti. Si tratta di fare una corsa contro il tempo, l’aiuto che possono dare i cani è irrinunciabile. Il loro fiuto è eccezionale, la loro capacità di infilarsi in fessure e anfratti quando a poche ore dal sisma per l’uomo è difficile o impossibile farsi largo tra i cumuli di macerie, può fare la differenza tra la vita e la morte. In queste situazioni, si calcola che sia di circa 72 ore il tempo massimo di intervento per poter sperare di recuperare persone ancora in vita. L’uso dei cani addestrati a trovare persone sotto le macerie è utile soprattutto per non disperdere energie e concentrare gli sforzi, ovvero le operazioni di scavo, laddove c’è certezza di trovare qualcuno. Per il cane si tratta di proseguire un gioco che ha fatto durante l’addestramento nei centri che fanno capo alle associazioni di protezione civile o ai corpi militari dello Stato. Non esistono razze più adatte di altre, esistono però cani più idonei di altri, cani che vengono selezionati fin da cuccioli e che dimostrano di avere un buon fiuto e soprattutto una inclinazione naturale all’apprendimento e alla socializzazione.
«Il loro addestramento inizia quando sono ancora cuccioli” spiega il vicequestore aggiunto Giovanni Quiglini, responsabile delle unità cinofile e a cavallo del Corpo Forestale dello Stato “vengono assegnati ad un conduttore e dal momento del loro primo incontro, i due inizieranno a fare coppia fissa” Il cane vive con il suo conduttore, va a casa sua e tra i due si crea una stretta simbiosi. Tutto ciò che il cane fa durante la ricerca dei dispersi lo fa si come prosecuzione di un gioco e per ottenere una ricompensa ma anche per assecondare il desiderio del suo amato conduttore. Da qui l’esigenza di stabilire un forte legame tra cane e uomo. L’addestramento prevede diverse fasi: dalla socializzazione all’obbedienza e fino all’apprendimento delle tecniche operative. Il primo addestramento dura alcuni mesi, ma in realtà non finisce mai e ogni anno vengono eseguiti diversi test di operatività. In Abruzzo, nella recente sisma, “quegli splendidi animali hanno svolto davvero un grande lavoro” conferma Quiglini : “senza di loro molte persone non avrebbero potuto essere salvate”.
I LOVE MY DOG: Show a 6 zampe su Italia1!
I love my dog è lo show televisivo che andrà in onda giovedì 14 gennaio in prima serata a partire dalle ore 21,00 su Italia1. Protagonisti della serata saranno cani e proprietari, che si cimenteranno in prove di affinità ed esibizioni varie al fine di conquistare l’ambito premio Collare d’Oro Friskies. Il programma sarà condotto da Rossella Brescia con a fianco i comici Gianluca Impastato e Andrea “Pucci” Baccan. La ’squadra ufficiale’ è composta da 8 coppie, selezionate su circa 200 che hanno partecipato ai vari casting. Ecco i video dei partecipanti:
- Alessia Pucci e HOLLY (Border Collie)
- Andrea Troiani e ETTORE (Labrador)
- Antonio Novia e ZARA (Meticcia)
- Fabio Ferrari e RINGHIO (Bulldog Inglese)
- Francesca Zanti e TWINKLE (Golden Retriever)
- Giovanna Bonassina e STELLA (Pastore Bergamasco)
- Simona Brogli e INGA (Jack Russel)
- Valter Pellegrini e THOR (Dogue De Bordeaux)
I love my dog è un programma ideato e prodotto da YAM112003/Endemol, a cura di Gory Pianca, scritto da Fosco Gasperi, Fabrizio Montagner e Lucio Wilson. La regia è firmata da Massimo Fusi.
Nel sito www.collaredoro.tv si possono trovare tutte le news, oltre a interviste, video e foto varie.
Troppo pesante, niente ascensore
A Tobia, un “mastiff”, meglio conosciuto come mastino inglese, di 15 mesi che pesa gia 87 chili, è stato impedito di usufruire dell’ascensore condominiale perchè troppo pesante. A stabilire questa cattiveria è stato l’amministratore del condominio di via Gioia a Milano dove Tobia vive insieme ai suoi padroni, vietando anche a loro di usufruire dell’ascensore se in compagnia del cagnone. La famiglia abita al quinto piano dello stabile e Tobia non ha nessuna intenzione di farsi cinque piani a piedi. E’ scattata subito da parte dei padroni la denuncia all’ AIDAA (associazione italiana difesa animali e ambiente). Il tribunale dell’associazione ha stabilito che, essendo Tobia un cane buono ed educato, che non arreca disturbo ai condomini, che i proprietari puliscono e deodorano sempre l’ascensore dopo averci traportate il cucciolone, che l’ascensore supporta un peso massimo consentito di 250 chili ( Tobia e i due padroni non pesano più di 220chili), non esiste nessun motivo per impedirgliene l’uso. «Ora – spiega Lorenzo Croce, presidente dell’Aidaa – attendiamo che l’amministratore tolga l’assurdo divieto altrimenti senza pensarci un minuto lo denunceremo per maltrattamento di animali e con il certificato del veterinario alla mano che spiega che che Tobia non può sopportare cinque piani di scale in salita e discesa proprio a causa del suo peso lo trascineremo in tribunale e chiederemo la sua condanna ed un risarcimento con il quale i proprietari di Tobia potranno comperarle da mangiare per i prossimi 10 anni: e vista la sua mole, è facile pensare che non sarà una richiesta di lieve entità economica»
Come vedono i cani
E’ molto diffusa l’idea che i cani non riescano a distinguere i colori e vedano solo gradazioni di grigio. In realtà non è proprio così, come vedono i cani? I cani distinguono solo una porzione dello spettro visibile, vale a dire riescono a vedere solo alcuni colori. Il Dr. Pier Luigi Dodi dell’Università di Parma, Sezione Clinico Medico Veterinaria, Dipartimento di Salute Animale sostiene che: l’occhio del cane, se confrontato con quello dell’uomo presenta delle caratteristiche anatomofisiologiche simili, le differenze, invece, sono legate al diverso “stile di vita”. L’occhio umano, infatti, si è evoluto verso una visione diurna, mentre l’occhio del cane presenta una migliore visione crepuscolare e notturna. La visione dei colori nei primati, incluso l’uomo, è tricromatica in quanto è legata alla presenza nella retina di tre tipi di coni (rosso, verde e blu). I tre tipi di fotorecettori caratteristici dell’occhio umano riescono a percepire quindi l’intera gamma dei colori. I cani presentano solo 2 coni, non possiedono il cono di tipo verde, cioè i fotorecettori del cane sono sensibili esclusivamente alle tinte blu e giallo e pertanto sono incapaci a distinguere alcune tonalità dal verde al rosso”.
Molti dei giochi per i nostri amici a 4 zampe sono colorati di rosso, quindi pensiamoci quando lanciamo la pallina sul prato in realtà il nostro cane fa fatica a distinguere il verde del prato dal rosso della pallina, se non vede quest’ultima e si lascia guidare dal fiuto…. non è cieco, è solo un più difficile per lui accorgersi di una pallina leggermente più scura dell’erba.
Queste scoperte scientifiche sono state di recente confermate anche dal Dr. Jay Neitz dell’Università della California a Santa Barbara (USA). Il Dr. Neitz è riuscito, dopo numerosi esperimenti di laboratorio, a individuare esattamente lo spettro dei colori visibili dai nostri amici a 4 zampe. Nella figura accanto si notano le differenze con lo spettro di colori visibile agli umani.
La Grande Odyssée: 6a edizione 2010
Quest’anno, si terrà dal 9 al 20 gennaio 2010. Si tratta della 6a edizione La Grande Odyssée Savoie-Mont-Blanc, una corsa internazionale di cani da slitta, considerata tra le più importanti e impegnative gare di dog-sledge nel mondo e che vedrà partecipare 20 mushers di diverse nazionalità. Questo, l’elenco dei mushers 2010. Il percorso di circa 1000 km, attraverserà Savoia, Alta Savoia, Francia e Svizzera partendo da Avoriaz nelle Portes du Soleil fino alla Haute Maurienne Vanoise, toccando una ventina di villaggi e stazioni sciistiche come quella di Megève e Notre Dame de Bellecombe. Per tutti gli appassionati, sarà possibile seguire dal sito web La Grande Odyssée Savoie Mont Blanc:
- LA COURSE EN LIVE – Gara in diretta
- LGO News – Risultati, classifiche, interviste, analisi
- LGO Blog – Immagini, video, interviste, commenti, aneddoti
- FOTO DU JOUR – Migliori foto del giorno
Gli avvenimenti saranno inoltre trasmessi da più canali televisivi, quali TF1, France2, France3, Eurosport, France Info, France Bleu Pays de Savoie, BFM TV e TV8 Mont Blanc.
Ecco il Programma dettagliato dell’evento. Troverete maggiori informazioni sul sito ufficiale: www.grandeodyssee.com
Proteggiamo i cani dai botti di Capodanno!

Si tratta del giorno forse più temuto dai nostri amici a 4 zampe, quantomeno per alcuni. Tra breve, molti si accingeranno a festeggiare la notte del 31 dicembre con i consueti e ormai scontati botti di capodanno e come ben sappiamo, il cane, essendo dotato di un udito estremamente sensibile, che gli consente di arrivare a percepire frequenze di addirittura 60.000 hertz contro i 15.000 cui arriva il nostro, potrebbe spaventarsi molto sentendo il rumore provocato dagli scoppi. Alcuni potrebbero essere talmente disorientati da sentirsi spinti a scappare in qualunque modo possibile, arrivando persino a scavalcare balconi o finestre o rischiando di finire sulla strada investiti da qualche auto di passaggio. Come possiamo proteggere i nostri animali da tutto ciò?
Ecco alcuni suggerimenti riportati già nel nostro post del 27.12.2008:
- Se possibile, evitare di lasciare il cane da solo o in compagnia di estranei.
- Chiudere finestre e tapparelle della stanza dove si trova.
- Cercare di distrarlo con il gioco o altre cose.
- Non impedirgli di andare a nascondersi dove vuole.
- Non coccolarlo e non rassicurarlo (confermerebbe la sua paura).
- Fare finta di niente, trattandolo in modo normale.
- Nei casi più difficili, consultare il veterinario per la somministrazione di un eventuale leggero tranquillante (anche di natura omeopatica o fitoterapica)
L’Enpa consiglia inoltre:
Se qualcuno dovesse avvistare in un cane smarrito cerchi di avvicinarlo con attenzione, senza compiere gesti bruschi (potrebbe manifestare ancora paura), provi a rassicurarlo, magari offrendogli del cibo e chiami il Servizio Veterinario della Asl. Una volta raccolto e portato al canile sarà molto semplice risalire al proprietario tramite il microchip e, qualora non l’avesse, sarà comunque il luogo dove i proprietari potranno andare a riprenderlo.