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L’uomo che sussurra ai cani

cane_ascoltoMi limito a riportare un articolo, che mi ha colpito molto, di Egle Santolini apparso su la zampa.it

MILANO

Vivere con un cane non per sentirsene il padrone, ma per imparare da lui: e, alla fine, per diventare una persona migliore. È la filosofia di Angelo Vaira, trentacinquenne di fede buddista, l’equivalente per i cani di quello che fu Benjamin Spock per i bambini: l’esperto che invita ad abbandonare ogni autoritarismo in favore di una dolce persuasione. I principi del suo «Think Dog!», letteralmente Pensacane, sono contenuti in «Dritto al cuore del tuo cane», il libro appena uscito da Kowalski. Un manuale pieno di decaloghi da seguire e di liste di errori da non commettere.

La regola principale è semplice: è il cane il tuo maestro e non viceversa. Prima capisci che anche lui prova emozioni e meglio sarà; inoltre, visto che per capirlo bisogna osservarne il comportamento, il rapporto affinerà la capacità di comprensione. E alla fine si sarà più ricettivi anche nei confronti degli altri umani.

Racconta Vaira che il suo primo istruttore è stato il meticcio Lucky, proveniente da una nidiata: «Lo desideravo, ma i miei non mi permettevano di tenere animali: l’ho portato a casa quando sono diventato maggiorenne. Ringrazio la sua pazienza perché con lui, inesperto com’ero, nei primi tempi ho fatto molti errori». Ecco il Vaira-pensiero: condividete più tempo possibile con il vostro amico, portatevelo in giro, in viaggio per sfruttare ogni opportunità di interagire. E imparate a suscitare in lui la fiducia nei vostri confronti: soddisfacendo i suoi bisogni, proteggendolo dalle situazioni incresciose (un cane più grosso e aggressivo) e prendendo sempre nuove iniziative per stimolarlo al meglio.

MILANO

Con la pazienza e l’ascolto si risolve tutto, o quasi. «Ricordo quel cliente che viveva con una dalmata – racconta l’uomo che sussurra ai cani -. Comprò un cucciolo per farle compagnia, ma lei lo prese come un affronto e continuava ad attaccare il nuovo arrivato. Li abbiamo separati per un po’, facendoli rinegoziare: la femmina che non tollerava intrusioni fra sé e l’umano ha esteso le proprie abilità sociali».

C’è stato anche il caso del volpino un po’ agitato che una veterinaria voleva mettere sotto Prozac. I proprietari si ribellarono: era una medicina che prendevano anche loro, non volevano una terapia simile per il cane. Anche Vaira ha qualche insuccesso alle spalle: «Ricordo un maremmano che mordeva il quattordicenne di casa. Lo allontanai. Avevo poca esperienza: oggi avrei agito in modo diverso, quel cane esprimeva il proprio bisogno di spazio. Vale la legge della cibernetica, quella della varietà indispensabile: tra due sistemi interagenti guida quello che può far conto su una maggiore gamma di possibilità. In pratica soffrivo di una certa mancanza di scelte, dovevo studiare meglio il problema e scovare altre soluzioni. Con il tempo ho imparato come si fa».

Primavera… è tempo di analisi del sangue del nostro cane

veterinarioTenere sotto controllo il proprio cane è un dovere al quale non dobbiamo sottrarci anche per evitare cattive sorprese nei nostri confronti. In primavera, ad esempio, è bene fare il test per la filaria e quello per la leishmaniosi.

La filaria è un grosso verme che causa una malattia detta filariosi cardio-polmonare. Questo parassita, chiamato Dirofilaria Immitis viene trasmesso da un cane malato ad un cane sano semplicemente tramite la puntura di una zanzara. La sua forma adulta, lunga fino a 30 cm, si localizza, per la maggior parte dei casi, nell’atrio e nel ventricolo destro del cuore, nelle arterie polmonari e nelle sue diramazioni. Generalmente, in corso di infestazione, gli adulti sono molto numerosi, anche diverse decine.

La forma larvale (microfilaria), invece, è microscopica ed è presente in tutto il torrente circolatorio: la femmina dopo la fecondazione, ne rilascia un numero molto elevato direttamente nel circolo sanguigno. Le microfilarie possono restare in circolo per molto tempo (anche fino a due anni) e costituiscono il mezzo di trasmissione della malattia da cane a cane. E’ possibile prevenire la filariosi con la profilassi annuale. In ogni caso è necessario effettuare il test ematologico per assicurasi che il cane stia bene, dopodiché, in caso di risultato negativo, e sempre recandovi presso un ambulatorio veterinario potrete procedere con il protocollo di prevenzione. La profilassi prevede la somministrazione una volta al mese (da marzo-aprile a ottobre-novembre) di una compressa, che preserverà l’animale dall’insidiosa malattia. E’ anche possibile effettuare una piccola iniezione al posto delle compresse. Fatevi consigliare dal veterinario.

La Leishmaniosi è una malattia parassitaria che colpisce prevalentemente il cane e gli animali selvatici, ma occasionalmente anche l’uomo. Il parassita responsabile della malattia è un protozoo appartenente alla Famiglia Trypanosomatinae, Specie Leishmania. Sono state classificate diverse specie di Leishmania, ma la responsabile della Leishmaniosi canina è la Leishmania infantum.Questo parassita viene trasmesso al cane dal flebotomo o pappatacio, un insetto che pungendo si nutre di sangue. Questo insetto misura circa 2-3 mm, è di colore giallo pallido o giallo ruggine e presenta la caratteristica di avere un corpo che forma con il torace e l’addome un angolo quasi retto. I flebotomi sono insetti notturni che fanno la loro comparsa al crepuscolo e rimangono attivi fino alle prime luci dell’alba. In Italia li possiamo trovare durante i mesi primaverili ed estivi.

Fino a qualche anno fa si pensava che dalla Leishmaniosi canina non si potesse guarire, in quanto i cani malati, sottoposti a terapia e risultati poi guariti, a distanza di tempo ripresentavano sintomi riferibili alla malattia. Oggi alcuni autori ritengono che in seguito a una nuova puntura, i cani si re-infestino e quindi subiscano delle ricadute. La questione è tutt’oggi ancora controversa, così come sembra ancora lontana la realizzazione di un vaccino specifico; con i nuovi metodi diagnostici, è possibile nella maggioranza dei casi però fare una diagnosi certa che ci consente di intervenire tempestivamente con la terapia e garantire quindi migliori prospettive di vita per i nostri cani.

Il “cane da ascolto”

tony_nevettNasce negli USA il progetto “Reading Education Assistance Dog” ovvero l’ultilizzo di “cani da ascolto” che non devono fare nulla se non stare accanto a bambini che hanno difficoltà nella lettura.

Il progetto è stato attivato anche in Inghilterra nella scuola primaria di Oakhill, a Tamworth, nello Staffordshire e dimostra che il cane rafforza la stima (nei bambini) per leggere a voce alta perché il cane non esprime giudizi. Tony Nevett, laureato in “terapia assistita dagli animali” ha potuto studiare gli effetti positivi che possono avere i nostri amici a quattro zampe sui giovani lettori. “Il cane non li giudica e non ride di loro – sottolinea Tony Nevett- è giusto uno strumento. I bambini non si rendono conto che stanno leggendo, un esercizio che magari non hanno la sicurezza di fare in classe. Alcuni studenti mostrano a Danny (un levriero che ha aiutato Tony Nevett nella sperimentazione) anche le foto di ciò che stanno leggendo.”

Un nome per il cane di Putin

TO151110EST_0130Il premier russo Vladimir Putin ha organizzato un concorso online per trovare un nome al suo cane. Si tratta di un cucciolo di Karakachan, razza praticamente sconosciuta qui in Italia, è un cane pastore, ottimo cane da guardia, che da adulto può arrivare a pesare fino ai 50 kg. Yorgo, così inizialmente doveva chiamarsi il cucciolotto, è stato regalato a Putin dal collega bulgaro Boiko Borisov, dopo un viaggio ufficiale a Sofia. Ma poi il premier ha deciso di cambiare il nome e da qui l’idea del concorso on line (pagina ufficiale del Premier).

Il premier ha già un cane, un labrador di nome Koni di 11 anni, dotato di un collare satellitare per sapere sempre dove sia. E anche Ludmila, la moglie di Vladimir Putin, ha due barboncini.

Centro trasfusionale per cani-gatti

blood_donor_dogSi apre a Milano, alla clinica veterinaria dell’Università statale di via Ponzio un centro per la medicina Emotrasfusionale, che accanto al centro di Sassomarconi (BO) mette a disposizione una banca dati relativa ad emocomponenti (plasma e concentrato di globuli rossi) donati da cani o gatti sani. Il Centro trasfusionale Veterinario è reso possibile a livello normativo a partire dal 2007, quando il Ministero della Salute è intervenuto dettando alle Regioni le linee guida sulle trasfusioni animali, consentite per il momento solo per cavalli, cani e gatti. Ovviamente tutti i donatori sono sottoposti ad esami accurati inclusi test per filaria e leishmaniosi, viene misurata loro la pressione, controllato il cuore e ricevono in omaggio una profilassi antiparassitaria oltre che del buon cibo offerto dagli sponsor. Il progetto dell’Università statale di Milano è stato possibile grazie alla donazione di una signora milanese, Adriana Lamotte, ed è il coronamento di un sogno dei veterinari della clinica di via Ponzio.

Qualunque cane o gatto può diventare donatore, l’età migliore è quella compresa fra 1 e 8 anni, i cani dovrebbero pesare almeno 25 kg, i gatti 5. Fra le linee guida prescritte dal ministero della Salute compaiono altre condizioni: che la bestiola sia stata vaccinata, che non prenda medicine, che viva in ambienti chiusi, che sia controllata periodicamente dal veterinario, che non abbia ricevuto sangue e che abbia un buon temperamento, indispensabile per sottoporsi al prelievo. Una volta verificata l’idoneità, il cane o il gatto è iscritto in un elenco di volontari e potrà essere chiamato a donare il sangue tre, quattro volte l’anno. Per chi fosse interessato: 02-503.18.164/88 oppure 347-5669179, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 14.

Fisioterapia riabilitativa per cani

fisioterapia_1La fisioterapia riabilitativa veterinaria è un settore in crescente espansione. Tecniche manuali e strumentali (massoterapia, Tecar-terapia, elettrostimolazione, ultrasuoni, Underwater Treadmill ecc) risultano essere utilissime per la riabilitazione di cani sia cuccioli che adulti affetti da patologie ortopediche: rottura del legamento crociato craniale, displasia di gomito e anca, ecc; neurologiche: ernie discali, tetano, embolismo fibrocartilagineo ecc, oppure per trattare l’artrosi che più frequentemente colpisce i nostri cani anziani e per i quali la fisioterapia costituisce ad oggi un’ottima metodica da affiancare ai più tradizionali protocolli terapeutici sia chirurgici sia medici. Nella regione Marche l’unica struttura ad occuparsi di riabilitazione veterinaria è VEL-VET PHYSIO a Senigallia (AN).

I cani imitano i padroni

cane in preghieraSentiamo dire spesso che il cane assomiglia al proprio padrone ma uno studio dell’Università di Vienna, appena pubblicato su Proceedings of the Royal Society B, è andato anche oltre, scoprendo che i nostri amici a quattro zampe tendono ad imitare e ad assumere il comportamento del loro padrone. Alcuni ricercatori dell’università di Vienna, coordinati da Friederike Range, hanno scoperto infatti che i cani seguono in modo naturale i gesti dei loro padroni in virtù di un fenomeno noto come imitazione automatica. I cani che hanno partecipato all’esperimento sono stati divisi in due gruppi e preventivamente istruiti ad aprire la porta usando la testa o la zampa, dopo aver visto il loro padrone inginocchiarsi carponi per fare la stessa cosa con la testa o le mani. Il primo gruppo di cani riceveva una ricompensa quando copiava il comportamento del padrone, mentre il secondo quando faceva l’opposto. Secondo i ricercatori tutti i cani però sembrano predisposti a copiare il loro padrone, anche se ciò significa non ottenere il premio. “I cani e gli esseri umani – spiega Sabrina Giussani, veterinaria esperta di comportamento – possiedono i neuroni a specchio, che favoriscono l’apprendimento per imitazione. Ciò funziona tra uomo e uomo e tra cane e cane. Teoricamente dovrebbe funzionare anche uomo e cane, visto che sono due specie che vivono insieme da tempo immemorabile”.

Riforma del codice della strada: legge a favore degli animali!

ambulanza_animaliApprovata in via definitiva dal Senato la riforma al codice della strada che prevede numerose novità a favore dei nostri amici a 4 zampe. In breve viene sancito quanto segue: il diritto-dovere di soccorrere gli animali feriti, l’obbligo di fermarsi e assicurare un pronto intervento in caso di incidente, il riconoscimento dello ”stato di necessita”’ per il trasporto di un animale in gravi condizioni, l’equiparazione dei mezzi di soccorso veterinari e di vigilanza zoofila a quelli di ambulanze, Vigili del Fuoco e Polizie (ovvero è consentito l’uso di dispositivi quali sirene e lampeggianti).

La riforma del Codice della Strada riconosce per la prima volta gli animali come ”esseri senzienti”, principio in vigore dal gennaio scorso con il Trattato dell’Unione Europea.

Maurizio Santoloci, Magistrato e Direttore dell’Ufficio Legale LAV commenta così la riforma : “ L’approvazione delle nuove norme del Codice della Strada è, per certi versi, un’evoluzione rivoluzionaria in senso generale nel campo della disciplina giuridica sulla tutela degli animali, che va oltre il contesto specifico di tale Codice e proietta nuove basi di principio importanti anche oltre i confini di tale norma. Infatti, da un lato si dà nuova dignità operativa e funzionale anche al mondo delle guardie zoofile volontarie, fino ad oggi mortificato da continui atteggiamenti riduttivi e limitativi, dall’altro si introduce un concetto di ”stato di necessita”’ per il soccorso animale fino ad oggi negato da più fonti e che rappresenta un ulteriore e decisivo passo avanti per una legislazione a tutela diretta degli animali in quanto esseri viventi e senzienti; infine il dovere di soccorso è il corollario di chiusura di questa profonda innovazione che crea una novità di civiltà giuridica veramente di svolta in questo settore, impensabile fino a pochi anni fa”.

Cane e gatto nello stato di famiglia?

family-and-pet-dog L’AIDAA ci sorprende favorevolmente ancora una volta, da sempre promotrice di campagne per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica in particolare contro l’abbandono degli animali, l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente  avanza una proposta tanto concreta quanto innovativa, cioè l’introduzione del cane e del gatto nello stato di famiglia. Il presidente AIDAA, Lorenzo Croce spiega così la proposta: “L’introduzione nello stato di famiglia di una apposita sezione dedicata agli animali di affezione, ha lo scopo di rendere ancora più vincolante il rapporto tra i componenti della famiglia e gli animali domestici, e darebbe una svolta nella lotta contro gli abbandoni perché, a differenza di oggi che con l’iscrizione all’anagrafe canina fido viene considerato come un bene di proprietà, seppur riconoscendo il fatto che trattasi di essere senziente, l’inserimento nello stato di famiglia lo eleverebbe a rango di componente animale della medesima famiglia con maggiori diritti di tutela e responsabilità, non solamente da parte del padrone del cane, ma da parte di tutti i componenti della famiglia. L’introduzione di fido nello stato di famiglia sarebbe di fatto automatica essendo i cani di proprietà già iscritti all’anagrafe canina. Di fatto, si tratterebbe di un passo importante e facilmente gestibile anche a livello anagrafico. Diversa la questione per il gatto o il coniglio di casa, i quali potrebbero entrare nello stato di famiglia solo attraverso una dichiarazione del proprietario, non essendoci ancora le anagrafi nazionali e regionali di iscrizione dedicate a questi animali.” Speriamo che questa proposta possa ricevere l’attenzione che merita: sarebbe una bella conquista per i nostri amici a 4 zampe

Fonte: L’UNICO

Fatwa contro i cani emanata dall’Ayatollah iraniano Shirazi

woman_iran La stampa di regime iraniana, in questo caso il quotidiano conservatore Javan, chiede all’Ayatollah cosa ne pensa del cane domestico, ricevendone come risposta che trastullarsi con lui è «una cieca imitazione dell’Occidente». Inizia così la campagna moralizzatrice con il nome di «nuova iniziativa per la sicurezza morale» e per i giovani iraniani è un nuovo choc.

L’Ayatollah Shirazi ha sentenziato che il cane è animale immondo e dunque il bravo osservante non deve tenerlo nella propria casa o, peggio ancora, portarlo fuori a passeggiare. Sopratutto le donne devono astenersi poiché passeggiare con il cane rappresenta un ostentato atto di provocazione finalizzato a fare la conoscenza con uomini che, a loro volta, portano a spasso i loro cani. Una tentazione per l’uomo, esattamente come vestire un abito “succinto”.

In verità il Corano non insegna a odiare né i cani né alcun altro animale. È vero però che nei detti del Profeta si accenna ai cani immondi, ma anche questo va interpretato. Se si viene a contatto con la saliva del cane ci si deve lavare con la terra per sette volte, ma questo non vuol dire che si deve odiare il cane. Probabilmente tutto discende da antiche malattie che si trasmettevano con il morso.

La Fatwa non riguarda però i cani da lavoro come i cani antidroga o quelli per uso militare che sono impiegati dal regime iraniano (e in questo caso non sono più immondi), non riguarda neanche i quattro molossi di Ahmadinejad che hanno ricevuto una particolare dispensa per seguire il presidente al fine di garantirne la sicurezza.

Sembra chiaro che questa nuova iniziativa abbia uno sfondo politico più che religioso, “le immonde abitudini occidentali” sono inconcepibili per chi vede nell’Occidente una perenne sfida alla propria sopravvivenza politica.

 

fonte: http://www.ilgiornale.it

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