Archivi per la categoria ‘Lo sapevi che?’

Il “cane da ascolto”

tony_nevettNasce negli USA il progetto “Reading Education Assistance Dog” ovvero l’ultilizzo di “cani da ascolto” che non devono fare nulla se non stare accanto a bambini che hanno difficoltà nella lettura.

Il progetto è stato attivato anche in Inghilterra nella scuola primaria di Oakhill, a Tamworth, nello Staffordshire e dimostra che il cane rafforza la stima (nei bambini) per leggere a voce alta perché il cane non esprime giudizi. Tony Nevett, laureato in “terapia assistita dagli animali” ha potuto studiare gli effetti positivi che possono avere i nostri amici a quattro zampe sui giovani lettori. “Il cane non li giudica e non ride di loro – sottolinea Tony Nevett- è giusto uno strumento. I bambini non si rendono conto che stanno leggendo, un esercizio che magari non hanno la sicurezza di fare in classe. Alcuni studenti mostrano a Danny (un levriero che ha aiutato Tony Nevett nella sperimentazione) anche le foto di ciò che stanno leggendo.”

Un nome per il cane di Putin

TO151110EST_0130Il premier russo Vladimir Putin ha organizzato un concorso online per trovare un nome al suo cane. Si tratta di un cucciolo di Karakachan, razza praticamente sconosciuta qui in Italia, è un cane pastore, ottimo cane da guardia, che da adulto può arrivare a pesare fino ai 50 kg. Yorgo, così inizialmente doveva chiamarsi il cucciolotto, è stato regalato a Putin dal collega bulgaro Boiko Borisov, dopo un viaggio ufficiale a Sofia. Ma poi il premier ha deciso di cambiare il nome e da qui l’idea del concorso on line (pagina ufficiale del Premier).

Il premier ha già un cane, un labrador di nome Koni di 11 anni, dotato di un collare satellitare per sapere sempre dove sia. E anche Ludmila, la moglie di Vladimir Putin, ha due barboncini.

Centro trasfusionale per cani-gatti

blood_donor_dogSi apre a Milano, alla clinica veterinaria dell’Università statale di via Ponzio un centro per la medicina Emotrasfusionale, che accanto al centro di Sassomarconi (BO) mette a disposizione una banca dati relativa ad emocomponenti (plasma e concentrato di globuli rossi) donati da cani o gatti sani. Il Centro trasfusionale Veterinario è reso possibile a livello normativo a partire dal 2007, quando il Ministero della Salute è intervenuto dettando alle Regioni le linee guida sulle trasfusioni animali, consentite per il momento solo per cavalli, cani e gatti. Ovviamente tutti i donatori sono sottoposti ad esami accurati inclusi test per filaria e leishmaniosi, viene misurata loro la pressione, controllato il cuore e ricevono in omaggio una profilassi antiparassitaria oltre che del buon cibo offerto dagli sponsor. Il progetto dell’Università statale di Milano è stato possibile grazie alla donazione di una signora milanese, Adriana Lamotte, ed è il coronamento di un sogno dei veterinari della clinica di via Ponzio.

Qualunque cane o gatto può diventare donatore, l’età migliore è quella compresa fra 1 e 8 anni, i cani dovrebbero pesare almeno 25 kg, i gatti 5. Fra le linee guida prescritte dal ministero della Salute compaiono altre condizioni: che la bestiola sia stata vaccinata, che non prenda medicine, che viva in ambienti chiusi, che sia controllata periodicamente dal veterinario, che non abbia ricevuto sangue e che abbia un buon temperamento, indispensabile per sottoporsi al prelievo. Una volta verificata l’idoneità, il cane o il gatto è iscritto in un elenco di volontari e potrà essere chiamato a donare il sangue tre, quattro volte l’anno. Per chi fosse interessato: 02-503.18.164/88 oppure 347-5669179, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 14.

Fisioterapia riabilitativa per cani

fisioterapia_1La fisioterapia riabilitativa veterinaria è un settore in crescente espansione. Tecniche manuali e strumentali (massoterapia, Tecar-terapia, elettrostimolazione, ultrasuoni, Underwater Treadmill ecc) risultano essere utilissime per la riabilitazione di cani sia cuccioli che adulti affetti da patologie ortopediche: rottura del legamento crociato craniale, displasia di gomito e anca, ecc; neurologiche: ernie discali, tetano, embolismo fibrocartilagineo ecc, oppure per trattare l’artrosi che più frequentemente colpisce i nostri cani anziani e per i quali la fisioterapia costituisce ad oggi un’ottima metodica da affiancare ai più tradizionali protocolli terapeutici sia chirurgici sia medici. Nella regione Marche l’unica struttura ad occuparsi di riabilitazione veterinaria è VEL-VET PHYSIO a Senigallia (AN).

I cani imitano i padroni

cane in preghieraSentiamo dire spesso che il cane assomiglia al proprio padrone ma uno studio dell’Università di Vienna, appena pubblicato su Proceedings of the Royal Society B, è andato anche oltre, scoprendo che i nostri amici a quattro zampe tendono ad imitare e ad assumere il comportamento del loro padrone. Alcuni ricercatori dell’università di Vienna, coordinati da Friederike Range, hanno scoperto infatti che i cani seguono in modo naturale i gesti dei loro padroni in virtù di un fenomeno noto come imitazione automatica. I cani che hanno partecipato all’esperimento sono stati divisi in due gruppi e preventivamente istruiti ad aprire la porta usando la testa o la zampa, dopo aver visto il loro padrone inginocchiarsi carponi per fare la stessa cosa con la testa o le mani. Il primo gruppo di cani riceveva una ricompensa quando copiava il comportamento del padrone, mentre il secondo quando faceva l’opposto. Secondo i ricercatori tutti i cani però sembrano predisposti a copiare il loro padrone, anche se ciò significa non ottenere il premio. “I cani e gli esseri umani – spiega Sabrina Giussani, veterinaria esperta di comportamento – possiedono i neuroni a specchio, che favoriscono l’apprendimento per imitazione. Ciò funziona tra uomo e uomo e tra cane e cane. Teoricamente dovrebbe funzionare anche uomo e cane, visto che sono due specie che vivono insieme da tempo immemorabile”.

Riforma del codice della strada: legge a favore degli animali!

ambulanza_animaliApprovata in via definitiva dal Senato la riforma al codice della strada che prevede numerose novità a favore dei nostri amici a 4 zampe. In breve viene sancito quanto segue: il diritto-dovere di soccorrere gli animali feriti, l’obbligo di fermarsi e assicurare un pronto intervento in caso di incidente, il riconoscimento dello ‘’stato di necessita”’ per il trasporto di un animale in gravi condizioni, l’equiparazione dei mezzi di soccorso veterinari e di vigilanza zoofila a quelli di ambulanze, Vigili del Fuoco e Polizie (ovvero è consentito l’uso di dispositivi quali sirene e lampeggianti).

La riforma del Codice della Strada riconosce per la prima volta gli animali come ”esseri senzienti”, principio in vigore dal gennaio scorso con il Trattato dell’Unione Europea.

Maurizio Santoloci, Magistrato e Direttore dell’Ufficio Legale LAV commenta così la riforma : “ L’approvazione delle nuove norme del Codice della Strada è, per certi versi, un’evoluzione rivoluzionaria in senso generale nel campo della disciplina giuridica sulla tutela degli animali, che va oltre il contesto specifico di tale Codice e proietta nuove basi di principio importanti anche oltre i confini di tale norma. Infatti, da un lato si dà nuova dignità operativa e funzionale anche al mondo delle guardie zoofile volontarie, fino ad oggi mortificato da continui atteggiamenti riduttivi e limitativi, dall’altro si introduce un concetto di ‘’stato di necessita”’ per il soccorso animale fino ad oggi negato da più fonti e che rappresenta un ulteriore e decisivo passo avanti per una legislazione a tutela diretta degli animali in quanto esseri viventi e senzienti; infine il dovere di soccorso è il corollario di chiusura di questa profonda innovazione che crea una novità di civiltà giuridica veramente di svolta in questo settore, impensabile fino a pochi anni fa”.

Cane e gatto nello stato di famiglia?

family-and-pet-dog L’AIDAA ci sorprende favorevolmente ancora una volta, da sempre promotrice di campagne per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica in particolare contro l’abbandono degli animali, l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente  avanza una proposta tanto concreta quanto innovativa, cioè l’introduzione del cane e del gatto nello stato di famiglia. Il presidente AIDAA, Lorenzo Croce spiega così la proposta: “L’introduzione nello stato di famiglia di una apposita sezione dedicata agli animali di affezione, ha lo scopo di rendere ancora più vincolante il rapporto tra i componenti della famiglia e gli animali domestici, e darebbe una svolta nella lotta contro gli abbandoni perché, a differenza di oggi che con l’iscrizione all’anagrafe canina fido viene considerato come un bene di proprietà, seppur riconoscendo il fatto che trattasi di essere senziente, l’inserimento nello stato di famiglia lo eleverebbe a rango di componente animale della medesima famiglia con maggiori diritti di tutela e responsabilità, non solamente da parte del padrone del cane, ma da parte di tutti i componenti della famiglia. L’introduzione di fido nello stato di famiglia sarebbe di fatto automatica essendo i cani di proprietà già iscritti all’anagrafe canina. Di fatto, si tratterebbe di un passo importante e facilmente gestibile anche a livello anagrafico. Diversa la questione per il gatto o il coniglio di casa, i quali potrebbero entrare nello stato di famiglia solo attraverso una dichiarazione del proprietario, non essendoci ancora le anagrafi nazionali e regionali di iscrizione dedicate a questi animali.” Speriamo che questa proposta possa ricevere l’attenzione che merita: sarebbe una bella conquista per i nostri amici a 4 zampe

Fonte: L’UNICO

Bloodhound: il cane molecolare

bloodhound1Il Bloodhound, detto anche cane di Sant’Umberto o cane da sangue, è un cane pesante e piuttosto massiccio, ha un’andatura lenta e imponente. Ha gli arti ben muscolosi e forti e un fiuto eccezionale. È un perfetto segugio da pista per le sue qualità olfattive, che sono molto sviluppate rispetto ad altre razze. È una razza perfetta per la caccia su terreni accidentati, poiché è molto resistente. Non ha problemi di clima, e si adatta ben a qualunque luogo.

Negli Stati Uniti è da tempo utilizzato nelle unità cinofile per ritrovare evasi e fuggitivi. Il suo olfatto è in grado di memorizzare l’odore delle persone e di riconoscere una traccia a distanza di diversi giorni. Il Bloodhound infatti lavora sulla molecola dell’odore, per questo è chiamato molecolare. E’ è differente da tutti gli altri cani usati nella ricerca dei dispersi, definiti invece “da ricerca in superficie”, ma strettamente complementare. Il bloodhound in montagna viene utilizzato soprattutto per trovare le tracce di dispersi il cui percorso è sconosciuto. E’ sufficiente fargli annusare un oggetto della persona da trovare e il suo olfatto memorizza quella molecola e riesce a riconoscerla in ambiente aperto anche se la persona ha lasciato la traccia diversi giorni prima. A causa della sua mole, però, non può arrivare ovunque: suo compito è individuare la pista, che poi altri cani seguiranno dove lui si arresta, magari perchè il terreno si fa troppo impervio.

In Europa è entrato da poco a far parte delle forze dell’ordine: la polizia svizzera l’ha già adottato ed è ora la volta del CNSAS italiano (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) che ha avviato questo progetto con la Protezione Civile.

In Italia sono attivi 4 cani: uno in Trentino, uno nelle Marche e due in Piemonte. A breve il numero raddoppierà. Da qualche giorno infatti si è concluso il 21 esimo Corso per Unità Cinofile del Cnsas a Col D’Echelle in Val di Susa. Il corso di formazione ha visto la partecipazione di 12 unità cinofile di ricerca molecolare oltre a 13 istruttori nazionali e 63 aspiranti delle unità cinofile di ricerca in superficie.

Le esercitazioni hanno avuto dei protagonisti d’eccezione: Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, che ha lavorato coi cani molecolari facendo il ruolo del disperso, Pier Giorgio Baldracco, presidente del soccorso alpino, e Agostino Miozzo, direttore generale dell’ufficio volontariato.

Zooerastia

attentialluomo La zooerastia, impropriamente detta anche zoofilia, ovvero l’impiego attivo di animali in rapporti sessuali con persone e a scopi pornografici è un reato punibile dalla legge.

Grazie alla denuncia della LAV (Lega AntiVisezione) il titolare di un allevamento e pensione per cani in provincia di Bolzano è stato condannato, il 5 febbraio scorso, a 2 anni di reclusione per zooerastia. Non vi sono, in Italia, precedenti di una condanna del genere e da un punto di vista penale le giurisdizioni adottano strategie di criminalizzazione molto differenti da un paese all’altro. Nel caso di Bolzano il giudice Isabella Martin, dopo scrupolose indagini, ha emesso una sentenza esemplare e innovativa ai sensi dell’art 544-ter del codice penale (maltrattamento di animali) che riconosce come l’impiego di animali nella pornografia li costringa a comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche etologiche. Il titolare dell’allevamento-pensione era indagato sin dal 2008 per maltrattamento di animali. In particolare 3 cani un labrador e due rottweiler erano stati rinvenuti denutriti e costretti a vivere nella sporcizia, quando i servizi veterinari li hanno prelevati non erano neppure in grado di reggersi sulle gambe e alla fine uno di loro, un rottweiler, è deceduto. Nel corso dell’inchiesta la Procura di Bolzano aveva rinvenuto nove cortometraggi pornografici girati con un’attrice inglese e alcuni cani, da lì la richiesta di rinvio a giudizio e infine la condanna attesa da tutti gli amanti degli animali!

Anche l’Aidaa (Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente) ha scoperto e denunciato alla polizia postale diversi siti web dove era possibile trovare centinaia di immagini di bambini e bambine intenti a pratiche sessuali con animali. ”Abbiamo passato ogni limite – afferma Lorenzo Croce, presidente nazionale Aidaa – siamo all’abominio”.

Nuove sanzioni su chi esporta pellicce di cani e gatti

pellicciaLa LAV (Lega Italiana Antivivisezione) si è fatta promotrice di numerose iniziative contro l’uso e la commercializzazione delle pellicce ed ha sollecitato l’approvazione di un decreto che finalmente dal 1 aprile 2010 è entrato in vigore. Si tratta del decreto 15 marzo 2010, n.47 (G.U. n.75 del 31/03/2010) che rafforza e completa la legge del 2004 (n. 189 art. 2) ed è rivolto a chi importa, esporta o commercializza pellicce o materiali contenenti pellicce di cani e gatti. Il Governo italiano, recependo la direttiva comunitaria, ha introdotto una pena specifica per chi esporta questi prodotti: ”Chi, privato cittadino o azienda dovesse essere coinvolto in tali attività sarà punito con l’arresto da tre mesi ad un anno o con l’ammenda da 5mila a 100mila euro, oltre alla confisca e distruzione del materiale a proprie spese’‘. A seguito dell’approvazione del Regolamento 1523/2007, il Governo italiano ha quindi integrato le disposizioni della Legge 189, prevedendo una sanzione penale anche per l’esportazione.

Cambiano inoltre le denominazioni precedentemente utilizzate per identificare le specie animali, “canis familiaris” è sostituito da “canis lupus familiaris” poiché quest’ultima è scientificamente corretta mentre “felis catus” è stato sostituito con “felis silvestris” con questa denominazione si comprendono numerose sottospecie di gatto.

Il decreto si è reso necessario al fine di regolamentare il commercio, semi clandestino, di capi d’abbigliamento sui quali si trovano inserti di pelliccia spesso provenienti dalla Cina, un commercio crudele di cui non si parla mai abbastanza, per il quale si stima la morte atroce di circa 2 milioni di cani e gatti ogni anno.

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