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CANE: Stagione della Prevenzione 2010

stagioneprevenzioneÈ iniziata la Stagione della Prevenzione 2010 per gli amici a 4 zampe: cani e gatti. Si tratta di una campagna di sensibilizzazione alla prevenzione, promossa dall’A.N.M.V.I. (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), insieme alla Hill’s Pet Nutrition e con il patrocinio del Ministero della Salute e della F.N.O.V.I. (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani). I risultati dello scorso anno sono stati notevoli. I medici veterinari che hanno infatti aderito alla campagna di prevenzione 2009 sono stati oltre 2.800 in tutta Italia mentre le visite gratuite effettuate sono state ben 14.000 (40% in più rispetto al 2008). Dal 1 al 31 marzo 2010, i proprietari di cani e gatti potranno perciò recarsi presso una delle strutture veterinarie aderenti all’iniziativa per sottoporre il proprio animale ad una visita di controllo gratuita. La visita consisterà in un esame obiettivo generale volto a stabilire lo stato di salute e di benessere del cane. Verranno valutati i seguenti fattori:

  • Sovrappeso o obesità
  • Presenza di eventuali masse anomale sotto-cutanee attraverso la palpazione
  • Stato dell’igiene orale
  • Stato di salute occhi e orecchie

Nel sito www.stagionedellaprevenzione.it si possono trovare  dettagli relativi alla 5a edizione della Stagione della Prevenzione 2010, come ad esempio:

Come prenotare una visita di controllo? Consultando la Sezione ‘cerca il veterinario‘ sul sito www.stagionedellaprevenzione.it oppure telefonando al numero verde 800 189 612 sarà possibile trovare la struttura medica aderente più vicina.

Le ghiandole perianali

cane sedutoChe cosa sono le ghiandole perianali? Sono quelle ghiandole che si trovano lateralmente all’ano del cane, sotto la coda. Producono un secreto che serve a lubrificare il defecamento e come deposito di feromoni che il cane utilizza poi come marcatore di territorio. Normalmente il secreto è chiaro ed emana un odore che l’olfatto umano quasi non percepisce, mentre se le ghiandole sono infiammate, si ha una ritenzione di secreto ghiandolare che provoca la produzione di batteri che rendono il liquido scuro, denso e di odore veramente sgadevole.

Come ci si accorge se il proprio cane ha le ghiandole infiammate? Il primo sintomo è quello del prurito. Si vede il cane che striscia il sedere per terra; si gratta in comtinuazione anche con i denti il sottocoda; non trova posizione nel sedersi e quando lo fa, sta seduto storto; dopo aver defecato resta in posizione come se facesse difficoltà a farla.

Che cosa provoca questa infiammazione? Non si conoscono le reali cause che scatenano questa infiammazione, ma ci sono alcuni fattori che la provocano come:

  • La diarrea ricorrente. Considerando la scarsa consistenza delle feci, passando non spremono le ghiandole provocando ritenzione di secreto;
  • La sovraproduzione ormonale. Soprattutto nei cani dominanti che producendo più feromoni “intasano” le ghiandole;
  • Malattie dermatologiche. Comportano sensibilità alle infezioni della cute e delle ghiandole.

Come si curano?  Normalmente basta semplicemente spremerle e a volte se necessario, perchè magari sono parecchio irritate il veterinario potrebbe somministrare una cura farmacologica. Altre volte invece, se la sitazione è più grave, se ci sono ad esenpio fistole o il rigonfiamento è molto frequente, si può anche arrivare all’asportazione chirurgica.

In caso di dubbi, contattare sempre il veterinario.

Il cane e il debarking

debarkingDopo alcuni decenni in cui veniva normalmente praticato, sembrava fosse caduto in disuso, soprattutto tra i giovani veterinari e sostenitori dei diritti degli animali. Ma oggi, negli Stati Uniti si torna purtroppo a parlare di  debarking.

Che cos’è il debarking? Il debarking è niente meno che il taglio delle corde vocali del cane, un intervento effettuato in anestesia totale, attraverso la bocca o attraverso un’incisione prodotta nella laringe. Ma perché arrivare a recidere le corde vocali di un cane? Beh, la risposta non è difficile da immaginare: l’abbaio eccessivo.

Sembra che l’abbaio eccessivo sia infatti, il motivo, forse principale, delle innumerevoli controversie tra padroni di animali e vicini di casa; basti pensare che nella città di New York, lo scorso anno sono state presentate ben 6.622 cause di reclamo. Ma cosa pensano i medici veterinari della sciagurata pratica del debarking?

Ebbene, sempre secondo il Times, se da un lato molti medici si rifiuterebbero di eseguire l’intervento per ovvii motivi di carattere etico, altri sarebbero disposti ad eseguirlo, alcuni evitando accuratamente di pubblicizzarlo e altri arrivando addirittura a esserne veri e propri sostenitori, proponendolo ai loro clienti come rimedio ideale, utile a preservare il povero animale dal rischio di finire abbandonato in un canile o peggio ancora di essere abbattuto. Ma si tratta di un rimedio ideale per il cane o ideale per il padrone?

Il debarking, oltre a trasformare l’amico a 4 zampe in una sorta di whisper dog, ossia un cane sussurrante capace di emettere soltanto un suono rauco, sussurrato, lo priva crudelmente di uno dei pochi mezzi che ha per comunicare. Oltre a ciò, secondo un medico del Collegio di Medicina Veterinaria presso l’Università della Florida, sembra che l’intervento possa portare anche alcune complicanze, come ad esempio l’accumulazione di tessuto cicatriziale in eccesso nella gola, che renderebbe difficile la respirazione.

Quindi, in conclusione: debarking sì o debarking no? In Italia il dilemma non si pone in quanto, ricordiamo, il taglio delle corde vocali, così come quello delle orecchie e della coda, è severamente vietato dalla Normativa del 3 marzo 2009 (Articolo 2) del Ministero della Salute. Ma aldilà dei divieti, qualsiasi persona dotata di un minimo di capacità critica può comprendere che la pratica del debarking è una vera e propria crudeltà, una spietata violenza nei confronti delle malcapitate bestiole che, inermi, non possono far altro che subire ed accettare simili mutilazioni senza avere alcun diritto di replica.

Fonte: TheNewYorkTimes

RABBIA: Il ritorno in Italia

Dal 2008 la Rabbia torna in Italia! Proveniente, a quanto pare, da animali selvatici come volpi e tassi dei paesi dell’est  europeo (Slovenia e Croazia), la Rabbia Silvestre si è diffusa inizialmente nella regione Friuli Venezia Giulia interessando le provincie di Udine, Pordenone e Trieste, arrivando ad espandersi nel corso dell’anno 2009, anche nella regione Veneto nelle montagne bellunesi. Secondo l’ultimo aggiornamento del 3 febbraio 2010, effettuato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie,  sono stati diagnosticati 126 casi di rabbia in animali, di cui 45 in Friuli Venezia Giulia e 81 in Veneto.   Che cos’è la Rabbia? La rabbia è una malattia infettiva di origine virale (famiglia Rhabdoviridae, genere Lyssavirus) che colpisce i mammiferi, uomo compreso (uccelli, pesci, rettili sono esenti) provocando un’encefalo mielite ad esito mortale. La rabbia, con un periodo di incubazione che può variare dalle 2 settimane a 1 anno, si può trasmettere tramite morsicatura, lambita di pelle non integra o attraverso il contatto della saliva dell’animale infetto con le mucose. Sotto il video della Campagna Informativa della Commissione Europea per l’anno 2009:

L’aumento dei casi di Rabbia in Italia ha fatto sì che il Ministero della Salute adottasse, oltre alla vaccinazione obbligatoria degli animali (cani, gatti e furetti) residenti nelle regioni colpite, una serie di provvedimenti per far fronte all’emergenza della malattia. Queste sono le ordinanze emesse:

Elenchiamo di seguito, anche alcune ‘risposte a domande più frequenti’, pubblicate sempre dal Ministero della Salute, che pensiamo possano essere utili da conoscere:

Quali sono i segni della rabbia?

Un animale con la rabbia presenta modificazioni del comportamento: l’animale selvatico perde la naturale diffidenza verso l’uomo e tende a muoversi anche nelle ore diurne, gli animali normalmente mansueti presentano fenomeni di aggressività, si possono osservare difficoltà nella deambulazione, paralisi ed infine morte.

Quali precauzioni vanno prese per evitare l’esposizione?

Nei comuni infetti e a rischio per rabbia silvestre è obbligatorio vaccinare i cani e gli erbivori domestici al pascolo. Va evitato qualsiasi contatto con gli animali selvatici e con qualunque animale sconosciuto anche se si mostra socievole. Non vanno adottati animali selvatici come animali da compagnia. Se un animale selvatico si comporta in modo strano è utile segnalare il fatto ai veterinari delle Aziende sanitarie locali, alla Polizia locale o provinciale oppure al Corpo forestale. Va altresì segnalato al veterinario ogni comportamento anomalo o inusuale nel proprio animale domestico (cane, gatto,…).

Cosa fare in caso di morsicatura?

Nel caso si venga aggrediti e morsi da un animale sensibile alla rabbia in territori a rischio, rivolgersi immediatamente al pronto soccorso per le cure del caso e, se indicato dal medico, per il trattamento vaccinale antirabbico post contagio.

E’ importante anche seguire attentamente alcune regole cautelative, tra le quali, lavare subito la ferita per almeno 15 minuti con abbondante acqua e sapone, questo per ridurre il rischio di infezione.

Inoltre, se possibile, identificare l’animale morsicatore Nel caso si tratti di un cane o di un gatto o altro animale domestico, questo verrà sottoposto a sorveglianza per 10 giorni dai Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, per verificare l’eventuale comparsa dei sintomi della malattia.

C’è cura per la rabbia?

Non esiste una cura per la rabbia, ma solo la prevenzione, che si basa sulla vaccinazione preventiva (pre-esposizione) e sul trattamento antirabbico post-esposizione da effettuare nel più breve tempo possibile dopo il presunto contagio, ad esempio in caso di aggressione da parte di un animale sospetto. La vaccinazione pre-esposizione si applica a chi svolge attività professionali “a rischio specifico” (veterinari, guardie forestali, guardie venatorie, ecc.).

Come devo fare per vaccinare il mio animale contro la rabbia?

Basta recarsi con il proprio animale presso un veterinario libero professionista o il servizio veterinario della Azienda sanitaria locale, avendo cura di portare con sè il libretto sanitario o il passaporto per la registrazione dell’avvenuta vaccinazione. E’ importante ricordare che tutti i cani devono essere identificati e regolarmente iscritti all’anagrafe canina regionale.

Dopo quanto tempo rispetto alla data di avvenuta vaccinazione posso portare il mio animale presso le zone a rischio?

Prima di portare un animale in vacanza o presso i territori interessati da questa malattia, gli animali devono essere vaccinati da almeno 21 giorni e da non oltre gli 11 mesi per vaccini con la validità di un anno, mentre per quelli con validità indicata di 24 o 36 mesi, si considerano rispettivamente i 23 e i 35 mesi. È importante rispettare tali periodi poiché l’animale potrebbe non essere sufficientemente protetto dall’infezione sia immediatamente dopo la vaccinazione (sviluppo della risposta immunitaria) o molto tempo dopo (perdita della risposta immunitaria).

Se vado in vacanza o sono diretto con il mio animale nei territori in cui è presente la Rabbia Silvestre, come mi devo comportare per evitare un eventuale rischio di contagio?

Per i cani, i gatti e i furetti, o altro animale domestico sensibile, oltre alla vaccinazione obbligatoria contro la rabbia, è necessario tenerli al guinzaglio o contenerli, a seconda della specie, senza farli mai allontanare, anche per una breve passeggiata in libertà, al fine di evitare contatti con animali selvatici, soprattutto le volpi, che possano essere infetti.

Fonte: Ministero della Salute

Nitrosilcobalamina: consultare il veterinario

Cari amici, continuiamo a ricevere molte richieste di informazioni in merito alla nitrosilcobalamina, alla sua ipotizzata efficacia, a dove sia possibile reperirla ecc. Ci duole molto prendere atto di come i nostri cani debbano lottare contro terribili malattie e vorremmo poter essere di aiuto a ognuno di loro, ma dobbiamo ricordarvi che Vita da Cani può e deve limitarsi a fare informazione e che non ha, e non pretende di avere, alcun titolo per dare suggerimenti o indicazioni sull’utilizzo di alcuna terapia o sulle strutture cui potersi rivolgere. La cosa più saggia da fare, cari amici, è rivolgersi al vostro veterinario di fiducia. Lui potrà fornirvi ogni indicazione. Comprendiamo le vostre preoccupazioni, ed è proprio per questo che vi invitiamo a consultare il vostro veterinario di fiducia. È lui la figura più adatta a prendersi cura della salute dei vostri cani. Grazie di cuore per come ci seguite. Vi siamo vicini.

Proteggiamo i cani dai botti di Capodanno!

fuochi artificiali1cane10Si tratta del giorno forse più temuto dai nostri amici a 4 zampe, quantomeno per alcuni. Tra breve, molti si accingeranno a festeggiare la notte del 31 dicembre con i consueti e ormai scontati botti di capodanno e come ben sappiamo, il cane, essendo dotato di un udito estremamente sensibile, che gli consente di arrivare a percepire frequenze di addirittura 60.000 hertz contro i 15.000 cui arriva il nostro, potrebbe spaventarsi molto sentendo il rumore provocato dagli scoppi.  Alcuni potrebbero essere talmente disorientati da sentirsi spinti a scappare in qualunque modo possibile, arrivando persino a scavalcare balconi o finestre o rischiando di finire sulla strada investiti da qualche auto di passaggio.  Come possiamo proteggere i nostri animali da tutto ciò?

Ecco alcuni suggerimenti riportati già nel nostro post del 27.12.2008:

  • Se possibile, evitare di lasciare il cane da solo o in compagnia di estranei.
  • Chiudere finestre e tapparelle della stanza dove si trova.
  • Cercare di distrarlo con il gioco o altre cose.
  • Non impedirgli di andare a nascondersi dove vuole.
  • Non coccolarlo e non rassicurarlo (confermerebbe la sua paura).
  • Fare finta di niente, trattandolo in modo normale.
  • Nei casi più difficili, consultare il veterinario per la somministrazione di un eventuale leggero tranquillante (anche di natura omeopatica o fitoterapica)

L’Enpa consiglia inoltre:

Se qualcuno dovesse avvistare in un cane smarrito cerchi di avvicinarlo con attenzione, senza compiere gesti bruschi (potrebbe manifestare ancora paura), provi a rassicurarlo, magari offrendogli del cibo e chiami il Servizio Veterinario della Asl. Una volta raccolto e portato al canile sarà molto semplice risalire al proprietario tramite il microchip e, qualora non l’avesse, sarà comunque il luogo dove i proprietari potranno andare a riprenderlo.

Il cane e i Fiori di Bach

Dietro a ogni malattia ci sono le nostre paure, le nostre ansie, i nostri desideri, le nostre preferenze e le nostre antipatie, dichiara il dottor Edward Bach nel suo The original writings. Ad Edward Bach, medico britannico esperto nel campo della batteriologia, della medicina naturopatica e della omeopatia, è legato il metodo  che prende il suo nome e che vede l’impiego dei cosiddetti Fiori di Bach. Cosa sono i Fiori di Bach? I Fiori di Bach, 38 in tutto, costituirebbero, secondo il medico britannico, un rimedio per ristabilire e mantenere l’equilibrio dello stato psicoemotivo, che secondo recenti ricerche scientifiche influenzerebbe il sistema immunitario ed endocrino o ormonale (Vedi Psiconeuroimmunologia) dell’uomo e degli animali. Il metodo dei Fiori di Bach, basato sulla  floriterapia (terapia con i fiori),  è stato messo a punto negli anni ‘30 ed è basato sul principio secondo cui ogni fiore avrebbe una correlazione con un preciso stato d’animo e una particolare situazione emotiva. Come noi esseri umani, anche i cani possono provare gioia, dolore, ansia, solitudine, paura. Questo potrebbe influenzare il loro stato emotivo, comportamentale e di conseguenza influire anche sul loro benessere. Ecco perché i Fiori di Bach possono essere usati anche per gli animali. Ma come scegliere i fiori più adatti a loro? Innanzitutto è indispensabile conoscere bene tutti i 38 fiori e poi, dato che i nostri amici a 4 zampe non possono parlare, occorre essere in grado di interpretare il loro linguaggio del corpo ed individuare eventuali stati di malessere. Ad esempio:

- Com’è l’animale nell’ambito familiare?
- Come reagisce in situazioni difficili?
- Come si comporta in presenza di estranei o dal veterinario?

Per maggior approfondimenti potete consultare le risposte a domande come queste sotto elencate:

Fonte: Iverifioridibachfioridibach –   Terapia con i rimedi floreali di Bach in Medicina Veterinaria.

Il cane e il virus H1N1

caneIl cane può essere contagiato dal virus influenzale H1N1? Sebbene, come dicono gli esperti, sia molto raro che virus influenzali possano saltare tra le specie, lo scorso 9 ottobre 2009, negli Stati Uniti, un laboratorio USDA ha confermato l’infezione del virus H1N1 in un furetto mentre il 4 novembre 2009, l’American Veterinary Medical Association (AVMA) e il Dipartimento di Sanità Pubblica dello Iowa, hanno annunciato ufficialmente che un gatto è risultato positivo sempre allo stesso virus. Sembra che il micio sia stato contagiato dai suoi stessi padroni che avevano già contratto l’influenza di tipo A. Avendo notato che l’animale starnutiva ripetutamente, aveva gli occhi lucidi e sonnecchiava più del solito, lo hanno prontamente portato dal veterinario, il quale, dopo aver effettuato un’analisi del sangue, ha riscontrato la positività al virus influenzale.

I sintomi del virus H1N1, che si possono manifestare negli animali domestici (cane o gatto) possono essere i seguenti:

  • Stato di torpore
  • Perdita di appetito
  • Febbre
  • Naso che cola
  • Occhi lucidi
  • Starnuti
  • Tosse
  • Cambiamento della respirazione  (incluso difficoltà di respirazione)

Nonostante non siano pervenute finora segnalazioni di contagio sul cane, gli esperti specificano che tali tipi di virus possono essere imprevedibili, per cui sarà buona norma vigilare attentamente sullo stato di salute dei nostra amici a 4 zampe. Quali accorgimenti si possono adottare? Ecco alcuni consigli:

  • Lavarsi le mani
  • Evitare che il cane vaghi libero fuori di casa
  • Evitare che il cane condivida ciotola dell’acqua, giocattoli e cibo con altri cani

Naturalmente, se dovessimo notare qualcosa di anomalo, sarà bene contattare subito il proprio veterinario di fiducia.

Fonte: Comunicato Stampa AVMA (American Veterinay Medical Association)

Phimosi

images[4]Che cos’è la phimosi? E’ una patologia che riguarda l’apparato sessuale maschile. Si presenta quando il pene non riesce ad uscire dal prepuzio (lembo di pelle che copre il glande).

Può essere causata da un prepuzio troppo stretto (lume ridotto) o dal frenulo (la sottile membrana che collega il glande e il prepuzio) persistente, cioè dolore genitale.

La riduzione del lume o l’aumento del pene possono essere dati da una infiammazione localizzata o da una neoplasia.

E’ una patologia che non da sintomi particolarmente evidenti per cui ci si accorge soltanto nel momento dell’accoppiamento. L’unica soluzione a questo tipo di patologia  è l’intervento chirurgico che mira ad asportare le masse neoplastiche e ad aumentare il lume del prepuzio.

L’epilessia del cane

cane epilettico

L’epilessia è un male che può colpire anche il cane. Generalmente si manifesta entro i primi tre anni di vita nell’animale. La crisi è determinata da una scarica elettrica anomala fra le cellule celebrali e può essere causata:

  • da un’alterazione o del tessuto nervoso del cervello o di quello di reni o fegato
  • da patologie infettive tipo il cimurro
  • da patologie metaboliche come l’ipoglicemia
  • da cause neoplastiche cioè masse tumorali
  • da cause traumatiche, il classico trauma cranic0
  • da grande spavento
  • da grande strapazzo fisico.

La crisi generalmente è preceduta da una fase detta “aura” che può durare da pochi minuti a diverse ore e  in cui l’animale ha un comportamento anomalo come irrequietezza, nervosimo, salivazione abbondante, guaiti, strani movimenti circolari, tendenza a nascondersi, ricerca forsennata del padrone. La crisi convulsiva vera e propria generalmente dura pochi minuti, ma è molto violenta e provoca la contrazione degli arti, la perdita di coscienza e la perdita di liquidi organici. Terminata la crisi, in alcuni casi è come se non fosse accaduto nulla, in altri c’è un senso di disorientamento per alcuni minuti. Il singolo caso nell’animale non crea nessun problema di salute mentre è da tenere sotto controllo e sotto cura le “crisi a grappolo” cioè più crisi nell’arco della giornata e il “grande male” cioè quando le crisi si ripetono nell’arco di vita del cane.

E’ importante che il proprietario rimanga calmo aspettando che la crisi termini e non metta MAI le mani in bocca al cane durante una crisi convulsiva. Non è vero che il cane si ingoia la lingua! Per riportare il cane ad una vita normale, seguire le cure stabilite dal proprio veterinario di fiducia.

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