Archivi per la categoria ‘Salute’

Cane e sole: quali sono i rischi?

sole2Tempo d’estate, tempo di caldo e di sole. Come tutti certamente sapranno, un eccessiva esposizione ai raggi solari senza un’adeguata protezione, può esporre la nostra salute a dei rischi più o meno gravi. Ma cos’è esattamente la radiazione solare? La radiazione solare che in gran parte viene assorbita dalla nostra atmosfera, è l’energia emessa dal sole ed è composta da tre tipi di luce:

- Luce visibile non pericolosa

- Raggi infrarossi invisibili e responsabili del senso di calore

- Raggi ultravioletti invisibili e responsabili dell’abbronzatura

A loro volta i raggi ultravioletti detti raggi UV, si suddividono in:

  • raggi UV-A in grado di penetrare in profondità della pelle e provocare eritemi e invecchiamento precoce
  • raggi UV-B presenti soprattutto nelle ore centrali della giornata e con una capacità di penetrazione inferiore, oltre agli effetti sopraccitati, sono dannosi per gli occhi e in grado di alterare le cellule e provocare la comparsa di tumori cutanei
  • raggi UV-C molto dannosi ma trattenuti dallo strato di ozono

E i nostri fedeli amici pelosoni? Qualcuno penserà… ma loro non hanno problemi, il loro pelo funge sicuramente da protezione. Invece sembra proprio di no! Secondo la Bayer, infatti, gli animali a pelo corto e con mantello chiaro, sarebbero quelli maggiormente a rischio ma anche gli altri non sarebbero del tutto esenti, per lo meno riguardo ad alcune zone del corpo sprovviste in parte o del tutto di pelo, come naso, bocca, orecchie o addome come ad esempio nel caso di cuccioli. E allora che fare? Ecco alcune regole fondamentali fornite dalla Bayer  produttrice della prima linea cosmetica di prodotti solari, la Bayer Pet Care Sun Protection, specifica per cani e gatti:

  • Evitare che il cane o il gatto stia a lungo sotto il sole nelle ore più calde, soprattutto d’estate e in alta quota.
  • Proteggere cute e pelo con prodotti dotati di adeguati filtri UV. Rinnovare l’applicazione ogni 2 o 3 ore.
  • Queste precauzioni devono essere seguite con maggior attenzione per i cuccioli con meno di 6 mesi di età e per i cani di piccola taglia a pelo raso.
  • Per proteggere gli animali più a rischio può essere utile far indossare loro una maglietta asciutta.
  • Non dimenticare che i colpi di sole non si prendono solo sulla spiaggia.
  • Fare attenzione alle situazioni che aumentano il rischio o riducono la percezione del pericolo: altitudine, cielo leggermente nuvoloso, vento fresco, superfici riflettenti (neve, sabbia, acqua).
  • Al mare asciugare bene il cane dopo ogni bagno.
  • Dopo i bagni in acqua salata e le corse sulla sabbia, risciacquare accuratamente il mantello del cane.
  • Tenere sempre acqua fresca a disposizione dell’animale.

I parassiti intestinali del cane: i vermi

vermi ancilostomi

vermi ancilostomi

vermi ascaridi

vermi ascaridi

vermi tenia

vermi tenia

vermi tricocefali

vermi tricocefali


I vermi sono dei parassiti che vivono a carico di un organismo più grande indebolendolo e provocandogli patologie. Nei cani, soprattutto nei cuccioli, i parassiti intestinali sono facilmente contraibili, ma sono anche (nei cani sani) facilmente debellabili. I più comuni sono:

  • Gli ANCILOSTOMI, parassiti filiformi di colore bianco-rosastro non molto lunghi, meno di dieci centimetri. Succhiano sangue all’animale provocandogli anemie. Nascono da uova che vengono eliminate con le feci ed entrano nell’animale attraverso l’ingerimento o la penetrazione dalla pelle dell’addome o dei cuscinetti plantari. I sintomi sono vomito, dolori addominali, nausea, diarrea che può essere nerastra a causa della presenza di sangue.
  • Gli ASCARIDI, i più comuni  e facilmente visibili nelle feci poichè assamigliano a spaghetti bianchi lunghi da 5 a 10 centimetri. Spesso sono le madri a trasmetterli direttamente ai cuccioli gia durante la gravidanza o attraverso il latte oppure si trasmettono attraverso le feci. Le uova ingerite passano attraverso il fegato e per via circolatoria arrivano ai polmoni e la faringe per tornare poi adulti nell’intestino dove vivono e privano il cane del giusto nutrimento. I sintomi sono coliche, vomito e diarrea.
  • La TENIA, meglio conosciuta come Verme Solitario lunga da qualche centimetro fino a due metri, è di colore rosa tenue e vive nell’intestino dove rilascia le uova attraverso LE PROGLOTTIDI (frammenti di se stessa) che sembrano chicchi di riso e che vengono espulse con le feci. I sintomi sono nausea,mancanza di appetito, diarrea, dolori addominali, un gran appetito e perdita di peso, prurito anale. La Tenia che maggiormente colpisce il cane è la DIPHILIDIUM CANINUM che usa come vettore la pulce.
  • I TRICOCEFALI, sono vermicelli filiformi lunghi fino a 7 centimetri che vivono nel colon e nell’intestino ceco e si cibano di sangue. I sintomi sono infiammazione intestinale, diarrea mucosa mista a sangue.

Il modo migliore per diagnosticare se il nostro cane ha i vermi, è l’esame delle feci. Per sicurezza bisognerebbe ripetere l’esame  almeno per tre giorni di fila poichè le uova non vengono espulse giornalmente. Debellarli è però semplice, basta seguire un trattamento di sverminamento. Di regola sono due trattamenti da effettuare nel giro di quindici giorni ed è generalmente ben tollerato dal cane, non ha effetti collaterali tranne, nei soggetti più deboli, un probabile leggero disturbo intestinale.

E’ consigliato sverminare anche i soggetti adulti almeno una o due volte l’anno (in primavera-autunno), ma sempre e solo sotto la supervisione del proprio veterinario.

Tumori del cane: la nitrosilcobalamina non serve. Intervista audio all’oncologo Giorgio Romanelli

L'oncologo Giorgio RomanelliLa nitrosilcobalamina? Inutile nutrire speranze. Piuttosto rivolgiamoci a oncologi qualificati. Parole di Giorgio Romanelli, veterinario oncologo tra i più noti del nostro paese, intervistato da Marco Traferri in esclusiva per Vita da Cani proprio sul tema della nitrosilcobalamina, un tema che – a distanza di oltre un anno da che si diffuse la notizia di un’ipotetica efficacia del farmaco nella cura del tumore nei cani – continua ad alimentare speranze, continua a suscitare aspettative, continua a spingere decine e decine di persone a scriverci per avere notizie, per capirne di più. Un tema caldo, dunque, attorno al quale Vita da Cani avverte la necessità di fare chiarezza, dando voce a chi è giusto che voce abbia: l’oncologo. Ascoltate l’intervista di Marco Traferri al dott. Giorgio Romanelli utilizzando il player che trovate qua sotto.

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CANE: Stagione della Prevenzione 2010

stagioneprevenzioneÈ iniziata la Stagione della Prevenzione 2010 per gli amici a 4 zampe: cani e gatti. Si tratta di una campagna di sensibilizzazione alla prevenzione, promossa dall’A.N.M.V.I. (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), insieme alla Hill’s Pet Nutrition e con il patrocinio del Ministero della Salute e della F.N.O.V.I. (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani). I risultati dello scorso anno sono stati notevoli. I medici veterinari che hanno infatti aderito alla campagna di prevenzione 2009 sono stati oltre 2.800 in tutta Italia mentre le visite gratuite effettuate sono state ben 14.000 (40% in più rispetto al 2008). Dal 1 al 31 marzo 2010, i proprietari di cani e gatti potranno perciò recarsi presso una delle strutture veterinarie aderenti all’iniziativa per sottoporre il proprio animale ad una visita di controllo gratuita. La visita consisterà in un esame obiettivo generale volto a stabilire lo stato di salute e di benessere del cane. Verranno valutati i seguenti fattori:

  • Sovrappeso o obesità
  • Presenza di eventuali masse anomale sotto-cutanee attraverso la palpazione
  • Stato dell’igiene orale
  • Stato di salute occhi e orecchie

Nel sito www.stagionedellaprevenzione.it si possono trovare  dettagli relativi alla 5a edizione della Stagione della Prevenzione 2010, come ad esempio:

Come prenotare una visita di controllo? Consultando la Sezione ‘cerca il veterinario‘ sul sito www.stagionedellaprevenzione.it oppure telefonando al numero verde 800 189 612 sarà possibile trovare la struttura medica aderente più vicina.

Le ghiandole perianali

cane sedutoChe cosa sono le ghiandole perianali? Sono quelle ghiandole che si trovano lateralmente all’ano del cane, sotto la coda. Producono un secreto che serve a lubrificare il defecamento e come deposito di feromoni che il cane utilizza poi come marcatore di territorio. Normalmente il secreto è chiaro ed emana un odore che l’olfatto umano quasi non percepisce, mentre se le ghiandole sono infiammate, si ha una ritenzione di secreto ghiandolare che provoca la produzione di batteri che rendono il liquido scuro, denso e di odore veramente sgadevole.

Come ci si accorge se il proprio cane ha le ghiandole infiammate? Il primo sintomo è quello del prurito. Si vede il cane che striscia il sedere per terra; si gratta in comtinuazione anche con i denti il sottocoda; non trova posizione nel sedersi e quando lo fa, sta seduto storto; dopo aver defecato resta in posizione come se facesse difficoltà a farla.

Che cosa provoca questa infiammazione? Non si conoscono le reali cause che scatenano questa infiammazione, ma ci sono alcuni fattori che la provocano come:

  • La diarrea ricorrente. Considerando la scarsa consistenza delle feci, passando non spremono le ghiandole provocando ritenzione di secreto;
  • La sovraproduzione ormonale. Soprattutto nei cani dominanti che producendo più feromoni “intasano” le ghiandole;
  • Malattie dermatologiche. Comportano sensibilità alle infezioni della cute e delle ghiandole.

Come si curano?  Normalmente basta semplicemente spremerle e a volte se necessario, perchè magari sono parecchio irritate il veterinario potrebbe somministrare una cura farmacologica. Altre volte invece, se la sitazione è più grave, se ci sono ad esenpio fistole o il rigonfiamento è molto frequente, si può anche arrivare all’asportazione chirurgica.

In caso di dubbi, contattare sempre il veterinario.

Il cane e il debarking

debarkingDopo alcuni decenni in cui veniva normalmente praticato, sembrava fosse caduto in disuso, soprattutto tra i giovani veterinari e sostenitori dei diritti degli animali. Ma oggi, negli Stati Uniti si torna purtroppo a parlare di  debarking.

Che cos’è il debarking? Il debarking è niente meno che il taglio delle corde vocali del cane, un intervento effettuato in anestesia totale, attraverso la bocca o attraverso un’incisione prodotta nella laringe. Ma perché arrivare a recidere le corde vocali di un cane? Beh, la risposta non è difficile da immaginare: l’abbaio eccessivo.

Sembra che l’abbaio eccessivo sia infatti, il motivo, forse principale, delle innumerevoli controversie tra padroni di animali e vicini di casa; basti pensare che nella città di New York, lo scorso anno sono state presentate ben 6.622 cause di reclamo. Ma cosa pensano i medici veterinari della sciagurata pratica del debarking?

Ebbene, sempre secondo il Times, se da un lato molti medici si rifiuterebbero di eseguire l’intervento per ovvii motivi di carattere etico, altri sarebbero disposti ad eseguirlo, alcuni evitando accuratamente di pubblicizzarlo e altri arrivando addirittura a esserne veri e propri sostenitori, proponendolo ai loro clienti come rimedio ideale, utile a preservare il povero animale dal rischio di finire abbandonato in un canile o peggio ancora di essere abbattuto. Ma si tratta di un rimedio ideale per il cane o ideale per il padrone?

Il debarking, oltre a trasformare l’amico a 4 zampe in una sorta di whisper dog, ossia un cane sussurrante capace di emettere soltanto un suono rauco, sussurrato, lo priva crudelmente di uno dei pochi mezzi che ha per comunicare. Oltre a ciò, secondo un medico del Collegio di Medicina Veterinaria presso l’Università della Florida, sembra che l’intervento possa portare anche alcune complicanze, come ad esempio l’accumulazione di tessuto cicatriziale in eccesso nella gola, che renderebbe difficile la respirazione.

Quindi, in conclusione: debarking sì o debarking no? In Italia il dilemma non si pone in quanto, ricordiamo, il taglio delle corde vocali, così come quello delle orecchie e della coda, è severamente vietato dalla Normativa del 3 marzo 2009 (Articolo 2) del Ministero della Salute. Ma aldilà dei divieti, qualsiasi persona dotata di un minimo di capacità critica può comprendere che la pratica del debarking è una vera e propria crudeltà, una spietata violenza nei confronti delle malcapitate bestiole che, inermi, non possono far altro che subire ed accettare simili mutilazioni senza avere alcun diritto di replica.

Fonte: TheNewYorkTimes

Rabbia: Il ritorno in Italia

Dal 2008 la Rabbia torna in Italia! Proveniente, a quanto pare, da animali selvatici come volpi e tassi dei paesi dell’est  europeo (Slovenia e Croazia), la Rabbia Silvestre si è diffusa inizialmente nella regione Friuli Venezia Giulia interessando le provincie di Udine, Pordenone e Trieste, arrivando ad espandersi nel corso dell’anno 2009, anche nella regione Veneto nelle montagne bellunesi. Secondo l’ultimo aggiornamento del 3 febbraio 2010, effettuato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie,  sono stati diagnosticati 126 casi di rabbia in animali, di cui 45 in Friuli Venezia Giulia e 81 in Veneto.   Che cos’è la Rabbia? La rabbia è una malattia infettiva di origine virale (famiglia Rhabdoviridae, genere Lyssavirus) che colpisce i mammiferi, uomo compreso (uccelli, pesci, rettili sono esenti) provocando un’encefalo mielite ad esito mortale. La rabbia, con un periodo di incubazione che può variare dalle 2 settimane a 1 anno, si può trasmettere tramite morsicatura, lambita di pelle non integra o attraverso il contatto della saliva dell’animale infetto con le mucose. Sotto il video della Campagna Informativa della Commissione Europea per l’anno 2009:

L’aumento dei casi di Rabbia in Italia ha fatto sì che il Ministero della Salute adottasse, oltre alla vaccinazione obbligatoria degli animali (cani, gatti e furetti) residenti nelle regioni colpite, una serie di provvedimenti per far fronte all’emergenza della malattia. Queste sono le ordinanze emesse:

Elenchiamo di seguito, anche alcune ‘risposte a domande più frequenti’, pubblicate sempre dal Ministero della Salute, che pensiamo possano essere utili da conoscere:

Quali sono i segni della rabbia?

Un animale con la rabbia presenta modificazioni del comportamento: l’animale selvatico perde la naturale diffidenza verso l’uomo e tende a muoversi anche nelle ore diurne, gli animali normalmente mansueti presentano fenomeni di aggressività, si possono osservare difficoltà nella deambulazione, paralisi ed infine morte.

Quali precauzioni vanno prese per evitare l’esposizione?

Nei comuni infetti e a rischio per rabbia silvestre è obbligatorio vaccinare i cani e gli erbivori domestici al pascolo. Va evitato qualsiasi contatto con gli animali selvatici e con qualunque animale sconosciuto anche se si mostra socievole. Non vanno adottati animali selvatici come animali da compagnia. Se un animale selvatico si comporta in modo strano è utile segnalare il fatto ai veterinari delle Aziende sanitarie locali, alla Polizia locale o provinciale oppure al Corpo forestale. Va altresì segnalato al veterinario ogni comportamento anomalo o inusuale nel proprio animale domestico (cane, gatto,…).

Cosa fare in caso di morsicatura?

Nel caso si venga aggrediti e morsi da un animale sensibile alla rabbia in territori a rischio, rivolgersi immediatamente al pronto soccorso per le cure del caso e, se indicato dal medico, per il trattamento vaccinale antirabbico post contagio.

E’ importante anche seguire attentamente alcune regole cautelative, tra le quali, lavare subito la ferita per almeno 15 minuti con abbondante acqua e sapone, questo per ridurre il rischio di infezione.

Inoltre, se possibile, identificare l’animale morsicatore Nel caso si tratti di un cane o di un gatto o altro animale domestico, questo verrà sottoposto a sorveglianza per 10 giorni dai Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, per verificare l’eventuale comparsa dei sintomi della malattia.

C’è cura per la rabbia?

Non esiste una cura per la rabbia, ma solo la prevenzione, che si basa sulla vaccinazione preventiva (pre-esposizione) e sul trattamento antirabbico post-esposizione da effettuare nel più breve tempo possibile dopo il presunto contagio, ad esempio in caso di aggressione da parte di un animale sospetto. La vaccinazione pre-esposizione si applica a chi svolge attività professionali “a rischio specifico” (veterinari, guardie forestali, guardie venatorie, ecc.).

Come devo fare per vaccinare il mio animale contro la rabbia?

Basta recarsi con il proprio animale presso un veterinario libero professionista o il servizio veterinario della Azienda sanitaria locale, avendo cura di portare con sè il libretto sanitario o il passaporto per la registrazione dell’avvenuta vaccinazione. E’ importante ricordare che tutti i cani devono essere identificati e regolarmente iscritti all’anagrafe canina regionale.

Dopo quanto tempo rispetto alla data di avvenuta vaccinazione posso portare il mio animale presso le zone a rischio?

Prima di portare un animale in vacanza o presso i territori interessati da questa malattia, gli animali devono essere vaccinati da almeno 21 giorni e da non oltre gli 11 mesi per vaccini con la validità di un anno, mentre per quelli con validità indicata di 24 o 36 mesi, si considerano rispettivamente i 23 e i 35 mesi. È importante rispettare tali periodi poiché l’animale potrebbe non essere sufficientemente protetto dall’infezione sia immediatamente dopo la vaccinazione (sviluppo della risposta immunitaria) o molto tempo dopo (perdita della risposta immunitaria).

Se vado in vacanza o sono diretto con il mio animale nei territori in cui è presente la Rabbia Silvestre, come mi devo comportare per evitare un eventuale rischio di contagio?

Per i cani, i gatti e i furetti, o altro animale domestico sensibile, oltre alla vaccinazione obbligatoria contro la rabbia, è necessario tenerli al guinzaglio o contenerli, a seconda della specie, senza farli mai allontanare, anche per una breve passeggiata in libertà, al fine di evitare contatti con animali selvatici, soprattutto le volpi, che possano essere infetti.

Fonte: Ministero della Salute

Nitrosilcobalamina: consultare il veterinario

Cari amici, continuiamo a ricevere molte richieste di informazioni in merito alla nitrosilcobalamina, alla sua ipotizzata efficacia, a dove sia possibile reperirla ecc. Ci duole molto prendere atto di come i nostri cani debbano lottare contro terribili malattie e vorremmo poter essere di aiuto a ognuno di loro, ma dobbiamo ricordarvi che Vita da Cani può e deve limitarsi a fare informazione e che non ha, e non pretende di avere, alcun titolo per dare suggerimenti o indicazioni sull’utilizzo di alcuna terapia o sulle strutture cui potersi rivolgere. La cosa più saggia da fare, cari amici, è rivolgersi al vostro veterinario di fiducia. Lui potrà fornirvi ogni indicazione. Comprendiamo le vostre preoccupazioni, ed è proprio per questo che vi invitiamo a consultare il vostro veterinario di fiducia. È lui la figura più adatta a prendersi cura della salute dei vostri cani. Grazie di cuore per come ci seguite. Vi siamo vicini.

Update dell’11 aprile 2010
Intervista al  veterinario oncologo Giorgio Romanelli sul tema della nitrosilcobalamina.
Per ascoltarla fare clic qui.

Proteggiamo i cani dai botti di Capodanno!

fuochi artificiali1cane10Si tratta del giorno forse più temuto dai nostri amici a 4 zampe, quantomeno per alcuni. Tra breve, molti si accingeranno a festeggiare la notte del 31 dicembre con i consueti e ormai scontati botti di capodanno e come ben sappiamo, il cane, essendo dotato di un udito estremamente sensibile, che gli consente di arrivare a percepire frequenze di addirittura 60.000 hertz contro i 15.000 cui arriva il nostro, potrebbe spaventarsi molto sentendo il rumore provocato dagli scoppi.  Alcuni potrebbero essere talmente disorientati da sentirsi spinti a scappare in qualunque modo possibile, arrivando persino a scavalcare balconi o finestre o rischiando di finire sulla strada investiti da qualche auto di passaggio.  Come possiamo proteggere i nostri animali da tutto ciò?

Ecco alcuni suggerimenti riportati già nel nostro post del 27.12.2008:

  • Se possibile, evitare di lasciare il cane da solo o in compagnia di estranei.
  • Chiudere finestre e tapparelle della stanza dove si trova.
  • Cercare di distrarlo con il gioco o altre cose.
  • Non impedirgli di andare a nascondersi dove vuole.
  • Non coccolarlo e non rassicurarlo (confermerebbe la sua paura).
  • Fare finta di niente, trattandolo in modo normale.
  • Nei casi più difficili, consultare il veterinario per la somministrazione di un eventuale leggero tranquillante (anche di natura omeopatica o fitoterapica)

L’Enpa consiglia inoltre:

Se qualcuno dovesse avvistare in un cane smarrito cerchi di avvicinarlo con attenzione, senza compiere gesti bruschi (potrebbe manifestare ancora paura), provi a rassicurarlo, magari offrendogli del cibo e chiami il Servizio Veterinario della Asl. Una volta raccolto e portato al canile sarà molto semplice risalire al proprietario tramite il microchip e, qualora non l’avesse, sarà comunque il luogo dove i proprietari potranno andare a riprenderlo.

Il cane e i Fiori di Bach

Dietro a ogni malattia ci sono le nostre paure, le nostre ansie, i nostri desideri, le nostre preferenze e le nostre antipatie, dichiara il dottor Edward Bach nel suo The original writings. Ad Edward Bach, medico britannico esperto nel campo della batteriologia, della medicina naturopatica e della omeopatia, è legato il metodo  che prende il suo nome e che vede l’impiego dei cosiddetti Fiori di Bach. Cosa sono i Fiori di Bach? I Fiori di Bach, 38 in tutto, costituirebbero, secondo il medico britannico, un rimedio per ristabilire e mantenere l’equilibrio dello stato psicoemotivo, che secondo recenti ricerche scientifiche influenzerebbe il sistema immunitario ed endocrino o ormonale (Vedi Psiconeuroimmunologia) dell’uomo e degli animali. Il metodo dei Fiori di Bach, basato sulla  floriterapia (terapia con i fiori),  è stato messo a punto negli anni ’30 ed è basato sul principio secondo cui ogni fiore avrebbe una correlazione con un preciso stato d’animo e una particolare situazione emotiva. Come noi esseri umani, anche i cani possono provare gioia, dolore, ansia, solitudine, paura. Questo potrebbe influenzare il loro stato emotivo, comportamentale e di conseguenza influire anche sul loro benessere. Ecco perché i Fiori di Bach possono essere usati anche per gli animali. Ma come scegliere i fiori più adatti a loro? Innanzitutto è indispensabile conoscere bene tutti i 38 fiori e poi, dato che i nostri amici a 4 zampe non possono parlare, occorre essere in grado di interpretare il loro linguaggio del corpo ed individuare eventuali stati di malessere. Ad esempio:

- Com’è l’animale nell’ambito familiare?
- Come reagisce in situazioni difficili?
- Come si comporta in presenza di estranei o dal veterinario?

Per maggior approfondimenti potete consultare le risposte a domande come queste sotto elencate:

Fonte: Iverifioridibachfioridibach –   Terapia con i rimedi floreali di Bach in Medicina Veterinaria.

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